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Roma, aprile 1952. Da pochissimi anni è stato inventato negli Stati Uniti un avanzato sistema di trasmissione di immagini a colori, che nell’immaginario collettivo si delinea come la nuova incredibile conquista tecnologica.
Tale sentimento sociale viene prontamente inquadrato dai produttori Dino De Laurentiis e Carlo Ponti, i quali, con la chiara intenzione di cavalcare l’entusiasmo che pervade il pubblico italiano, decidono di produrre e distribuire un lungometraggio realizzato sfruttando proprio tale immaginifica tecnologia, estremamente all’avanguardia per l’epoca.
Partire dalle intenzioni e giungere al prodotto finito era però decisamente più facile a dirsi che a farsi.
Da un lato c’era la necessità di realizzare un prodotto dal contenuto comunque valido, dall’altro lato, lo stesso prodotto doveva essere pronto in quanto meno tempo possibile, al duplice fine di anticipare produttori concorrenti e di sfruttare ancora l’onda di entusiasmo che circondava la notizia dell’invenzione americana.
Per tale risultato vennero ingaggiati il noto regista Stefano Vanzina, in arte Steno, ed il famoso attore Antonio De Curtis, noto al pubblico come “Totò”, e si decise che il lungometraggio sarebbe dovuto essere una sorta di trasposizione degli sketch teatrali di maggior successo del comico napoletano.
Con l’adozione di queste soluzioni, il lungometraggio fu approntato in appena sei mesi e subito distribuito, riuscendo ad infrangere ogni record d’incassi e ottenendo un successo ben oltre le aspettative, il tutto nonostante le stroncature della critica che all’epoca accompagnavano immeritatamente le esibizioni di uno dei padri della comicità italiana.

Per quanto datato, l’aneddoto appena raccontato dimostra come la capacità di adattamento all’innovazione tecnologica, ed il suo pronto e sapiente sfruttamento nel mercato, possano incidere in modo determinante sul successo commerciale di qualsiasi soggetto economico.
Di casi simili ne è piena la storia, e sono accomunati tutti dall’immediata intuizione degli imprenditori e della trasposizione sul mercato di un prodotto o servizio correlato all’innovazione tecnologica del momento.
Aver intuito il potenziale di una particolare innovazione e sapervi dare seguito può assicurare il successo nel breve periodo, ma bisogna tenere a mente che la tecnologia progredisce costantemente e a velocità sempre maggiore.
Pertanto è fondamentale saper aggiornare costantemente i servizi resi mediante la tecnologia al momento disponibile, al fine di ottenere un successo duraturo.
Un esempio di successo a medio termine è fornito dalla Motorola, l’azienda che per prima produsse e diffuse i telefoni cellulari e che conquistò, per un po’ di tempo, il monopolio nel settore, salvo poi non riuscire più a stare al passo con le dirette concorrenti e cominciare a subire perdite sempre più importanti, che hanno portato alla definitiva acquisizione da parte della Google Inc.
Possiamo anche citare innumerevoli casi di ottima diffusione a livello globale di un particolare marchio commerciale, ma caratterizzati da ingenuità come il mancato acquisto dei relativi nomi di dominio, i quali sono stati occupati da terzi in buona fede per poi essere riacquistati a caro prezzo dall’azienda detentrice del marchio principale (ciò almeno fino all’istituzione di apposite procedure di riassegnazione).
Viceversa un esempio positivo di capacità di adattamento tecnologico è fornito in ambito sportivo dalla società calcistica inglese Arsenal Football Club.
Il club sportivo londinese si è sempre distinto per l’alta capacità di adattamento all’ambiente sociale e tecnologico del momento; lo dimostrano diversi aneddoti storici, quali la prima partita trasmessa per radio, che era un’amichevole organizzata ad hoc il 22 gennaio 1922 dalla dirigenza dell’Arsenal contro lo Sheffield United, o ancora la prima partita trasmessa per televisione, appena dieci anni più tardi (tra la squadra titolare e la squadra riserve). E ancora, nella storia recente si deve citare senz’altro la costruzione del moderno Emirates Stadium completata nel 2006, che è tutt’oggi il principale punto di riferimento per i più moderni impianti sportivi Britannici ed Europei.
Il continuo aggiornamento e la conseguente proposizione di prodotti e servizi all’avanguardia, vuoi per contenuto, vuoi per metodo di somministrazione, hanno consentito al club di detenere ad oggi il sesto brand calcistico al mondo, ed un marchio dal valore calcolato in 790 milioni di Euro.
Quanto avvenuto sessant’anni fa con Totò dimostra che la capacità di comprendere il potenziale di una determinata innovazione tecnologica può rivelarsi fondamentale per ottenere un successo a breve termine, ma sono la capacità di saper stare al passo con il progresso tecnologico e l’ininterrotto aggiornamento dei servizi resi che consentono ad un’azienda di affermarsi in modo duraturo nel tempo.

Nomi di Dominio
(Fotogramma del lungometraggio "Totò a colori" - 1952)
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