Immaginate la qualità di rasatura che potreste ottenere utilizzando sul viso un Testarossa elettrico, oppure la sorpresa di un bimbo di sei anni nello scartare un pacco regalo e trovarci una Testarossa originale nuova di zecca.

Se non riuscite ad immaginarlo, ed anzi quanto appena letto sembra a dir poco assurdo, andate in Baviera e cercate fra i negozi di giocattoli ed utensileria.

Tuttavia, se siete anche fan della storica serie Miami Vice, limitatevi ad una passeggiata per la Foresta Nera, altrimenti rischiate di sentirvi veramente male nel vedere la marchiatura di certi prodotti distribuiti dalla non particolarmente nota società tedesca Autec, l’azienda di giocattoli locale che è appena riuscita a soffiare il mitico marchio alla Ferrari, seppur per il solo territorio tedesco.

 

Tutto è cominciato quando il titolare dell’azienda, il sig. Kurt Hesse, si è accorto che la parola “Testarossa”, sino a quel momento di esclusiva titolarità della Ferrari in ragione della sua registrazione come marchio, non veniva effettivamente utilizzata dal legittimo proprietario sul territorio tedesco da troppo tempo, e cioè dal 1996, anno in cui terminò la produzione, e la vendita, dell’ultima Testarossa della scuderia di Maranello, la F512 M.

Di qui la decisione di far presente la circostanza alle autorità giudiziarie tedesche chiamando in causa proprio la Ferrari, per far dichiarare la decadenza per non uso dei diritti di esclusiva ancora in capo all’azienda Italiana, e di registrare il marchio a nome della propria società.

Una volta chiamata in causa, la società di Maranello si è difesa sostenendo che il marchio era ancora valido ed efficace in quanto utilizzato nell’aftermarket, cioè nel mercato dei ricambi per i veicoli.

Tale argomentazione, per quanto valida, non deve tuttavia aver fatto molta presa sul giudice del Tribunale di Düsseldorf, che ha quindi stabilito la definitiva decadenza del marchio originariamente di titolarità della Ferrari, e la conseguente liceità del suo esclusivo uso da parte della Autec.

È probabile, che la vicenda sia tutt’altro che chiusa, giacché la sentenza può ancora essere appellata innanzi l’Oberlandesgericht, ossia la Corte d’Appello tedesca, ed è quantomeno improbabile che la Ferrari rinunci a combattere sino alla fine per la difesa di un marchio di tale successo e per un mercato così ricco quale quello tedesco.

Nel frattempo però la Autec potrà liberamente utilizzare il neo-acquisito brand per contraddistinguere un’amplissima gamma di prodotti, che vanno dalle biciclette ai rasoi elettrici, passando per droni e macchinine telecomandate e consentendo ai propri clienti di vivere esperienze quantomeno originali, come presentarsi in ufficio “pedalando” su una Testarossa originale.